Programmi elettorali: turismo? Non pervenuto!

parlamento no turismo

Il turismo non rientra nei dibattiti elettorali

L’editoriale di Emilio Valdameri, Progetto Turismo Srl

Nel mese di Maggio del 2009 l’ex Governo Berlusconi nominava l’On. Michela Vittoria Brambilla Ministro del riesumato Dicastero del Turismo; del suo operato (ben due anni e mezzo di lavoro) si ricorda soltanto la campagna a favore degli animali negli alberghi. Che ne sia stato dei “Contratti di Sviluppo” o dei “Corsi di Formazione per l’Innovazione Turistica” destinati ai funzionari pubblici non è dato sapere. Dopo di lei, il Governo Monti ha nominato l’On. Gnudi, che si è presentato nel Febbraio 2012 alle associazioni di categoria dicendo che non avrebbe avuto il tempo di fare alcunché, essendo un Ministro a tempo. Ed infatti nulla ha fatto, salvo commissionare tardivamente un “Piano Strategico per il Turismo Italiano” al Boston Consulting Group, che in pochi mesi ha partorito il solito sterile documento fine a se stesso. Il Piano non è infatti supportato da alcuna verifica di sostenibilità né tantomeno di fattibilità, tanto che lo stesso BCG dichiara nel documento di non aver svolto alcuna attività di due diligence né di audit sui dati reperiti da terzi, come dire… se qualcosa non funziona non è colpa nostra!!! Non ci sembra certo un’affermazione rassicurante. Del resto, perché darsi da fare? Tanto le competenze sono in capo alle Regioni e quindi…

Ma se l’attività di Governance del recente passato è stata “deprimente” (nel senso che ha depresso ogni velleità di operatori ed investitori), nulla lascia presagire che il futuro sarà migliore. Di turismo in campagna elettorale, infatti, non se ne parla affatto. Sfido chiunque abbia seguito fino ad oggi i vari dibattiti televisivi, le interviste o i comizi elettorali a ricordare un intervento di uno qualunque dei candidati che sia stato organico, consapevole e programmatico, su questo settore che rappresenta quasi il 12% del PIL Nazionale.

Nulla! Nelle teste dei leader politici sul turismo c’è il vuoto pneumatico. Per intuire, più che per capire, quali sono le ipotesi di intervento previste delle principali coalizioni a favore del turismo che abbiano rilevanza anche per il settore immobiliare, bisogna industriarsi ed andare a cercare nei vari documenti dei programmi elettorali. Inizierei dal “favorito” delle elezioni , ovvero il PD, che è anche quello che, perlomeno, ha organizzato una Conferenza sul Turismo per discutere del tema; in realtà questa giornata di incontro, come loro stessi hanno ammesso nei saluti agli intervenuti, era stata programmata prima che il Governo Monti cadesse, e quindi, che sia capitata in campagna elettorale, è stato un puro caso; probabilmente proprio per questo motivo però, ha riscosso una discreta partecipazione. I temi trattati sono stati molti e variegati ma la giornata è stata letteralmente monopolizzata dai bagnini che, in odore di gare d’appalto per il rinnovo delle concessioni demaniali dettate dalle norme Europee, hanno “occupato” la sala e si sono iscritti in gran numero a parlare; lo spirito Democratico degli organizzatori li ha lasciati fare, ma chi ne ha subito è stato il livello del confronto, ed i grandi problemi del Turismo Italiano, la Governance, le Infrastrutture, la Promozione, l’obsolescenza del Patrimonio Ricettivo, la Formazione, etc… sono stati relegati a comprimari. Ma quali sono in sintesi le proposte del PD che potrebbero essere di interesse per il mondo immobiliare: innanzitutto propongono di introdurre delle specifiche agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (evviva!) ed il supporto agli operatori che intendono acquistare le strutture in cui attualmente operano in affitto affinché vi sia continuità nella gestione e le strutture vengano mantenute al meglio. Che dire? Veramente poca roba anche perché nel primo caso non è che fino ad oggi le agevolazioni siano mancate, ma di fatto si sono limitate per lo più ad interventi di “maquillage”, non a generare interventi sostanziali, mentre nel secondo caso, la verità è che, nel mondo, le strategie di sviluppo del settore turistico vanno in tutt’altra direzione, ovvero alla separazione netta fra proprietà immobiliare e gestione dell’asset alberghiero. Per il resto si tratta di proposte sulla promozione (ENIT), sull’armonizzazione dell’IVA, sulla formazione e sui “buoni vacanza”, tutti interventi che certamente hanno un senso ma che sono cure “palliative” per un degente in fin di vita che invece richiederebbe azioni ben più ariose e una visione strategica che, purtroppo, nel documento programmatico del PD manca completamente. Del resto le loro proposte sono coerenti con il loro pensiero politico e pongono al centro delle strategie per la crescita del turismo la micro e la piccola impresa, salvo poi non preoccuparsi di come queste micro imprese possano competere adeguatamente con altre di dimensione superiori, più efficienti e magari operative in destinazioni con politiche più lungimiranti.

Per quanto concerne invece il programma della lista Monti, probabile o possibile alleato del PD al futuro Governo, i riferimenti al settore degli investimenti immobiliari nel comparto sono impalpabili e rimandano al già citato Piano Strategico, di cui abbiamo già detto; gli unici accenni concreti sono riferiti al patrimonio culturale per il quale si prevede che “Intese con le fondazioni di origine non bancaria o forme calibrate di partnership pubblico/privato potrebbero consentire un allargamento dello spettro delle iniziative finanziabili” (?): messaggio alquanto criptico che nemmeno chi, come il sottoscritto, è stato sui banchi della Bocconi riesce a cogliere in pieno. Peraltro in altre parti del Programma ci sono riferimenti potenzialmente più interessanti per il settore immobiliare, ma che non è detto siano riferiti al turismo, come le operazioni di valorizzazione/dismissione del patrimonio pubblico, in funzione della riduzione dello stock del debito pubblico, ed il pieno sfruttamento dei fondi strutturali dell’Unione Europea, un’occasione unica di investimento per la crescita nelle regioni del nostro Mezzogiorno, il cui spreco è uno scandalo che il nostro Paese non può più permettersi (vedi mio editoriale di Gennaio).

Veniamo ora al maggior contendente del PD, la coalizione PDL/Lega Nord. Il loro programma si sviluppa in 5 punti; abbassamento dell’IVA, stabilizzazione delle concessioni balneari (anche qui, una lobby potente e bipartisan), incentivazione dei visti turistici, promozione del turismo sociale per la destagionalizzazione (anziani?) e accordo Stato/Regioni per la promozione. Meno di così proprio non si poteva fare! Del resto basta rilevare che fino a qualche giorno fa l’unico documento reperibile sul sito del PDL era una riproposizione dell’attività del Governo Berlusconi dal titolo roboante: “Turismo motore di sviluppo”, ovvero “Progetto “Italia&Turismo” i cui contenuti erano le misure avanzate o proposte durante gli ultimi 8 anni di Governo: i distretti turistici (aggregazione di imprese per la promozione), il Codice del Turismo promulgato dall’ex. Ministro Brambilla (mai applicato), la pubblicazione del libretto “In viaggio con i bambini” ed infine il Cavallo (anzi, il Cane) di battaglia: il Turismo a 4 zampe. Evito ogni commento.

Ma anche il sito dell’alleato Lega Nord eccelleva nelle affermazioni ma non nelle proposte: nelle proposte relative al comparto si leggeva infatti: Turismo=Industria numero Uno! In realtà il programma verteva esclusivamente sul tema: “dalla scuola al mondo del lavoro”, ovvero la modernizzazione del sistema di trasmissione delle conoscenze, delle informazioni, delle nuove tecnologie dell’informazione, della comunicazione e delle loro applicazioni alla multimedialità come ruolo centrale per lo sviluppo, ma solo per l’Euroregione del Nord.

Ed infine, buon ultimo, il programma M5S di Beppe Grillo, dove il Turismo non è nemmeno citato; qualche riferimento lo si trova solo nella parte dedicata ai trasporti, ovvero quando si parla di favorire lo “sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana”, che certamente sarà un driver fondamentale per lo sviluppo turistico dell’Italia futura…

Di alberghi e ricettività, di attrattori turistici, di infrastrutture per il turismo, di attrazione investimenti, di marketing territoriale, proprio nessuno ne parla! Che Dio ce la mandi buona!

Fonte: Il Quotidiano Immobiliare

 

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